Maison de Thoules
I sentieri scelti
Passeggiate ed escursioni scelte da noi nei dintorni di Thoules e della Valpelline.
Torna ai dintorniSi consiglia di scaricare un’app per escursionismo (ad esempio Europe 3D o Komoot) che mostri i principali sentieri della zona con georeferenziazione della posizione.
In verde i sentieri facili, in giallo quelli di media difficoltà, in rosso i sentieri più impegnativi.
Maison de Thoules
Elenco dei sentieri
| Nome | Difficoltà | Lunghezza | Dislivello | Tempo |
|---|---|---|---|---|
| Diga di Prarayer | Facile | 5.5 km | 200 m | 2 h 20 (andata) |
| Anello dell’Abbé Henry | Facile | 6.7 km | 300 m | 3 h |
| Anello basso di Verzignolettaz | Facile | 3 km | 254 m | 1 h 30 |
| Anello alto Arpisson–Verzignolettaz | Media | 8.6 km | 1050 m | 4 h 30 |
| Anello altissimo Arpisson–Fouillou | Elevata | 16.14 km | 1819 m | 8 h |
| Ru du Mont (da casa) | Media | 14 km | 1000 m | 6 h |
| Ru du Mont (dalla Maison de la Fontine) | Facile | 6 km | 480 m | 2 h 50 |
| Rifugio Champillon | Facile | 3 km | 380 m | 1 h 30 (andata) |
| Ru de By da Champillon | Facile | 9.8 km max | 250 m | 5 h max |
| Lac Mort | Elevata | 5 km | 754 m | 2 h 30 (andata) |
| Anello Thoules–Oyace | Media | 8 km | 600 m | 3 h 30 |
| Col Bruson | Elevata | 5.5 km | 1200 m | 3 h 30 (andata) |
| Rifugio Crête Sèche | Media | 3 km | 689 m | 2 h 30 (andata) |
| Rifugio Chaligne | Media | 3.2 km | 400 m | 1 h 40 (andata) |
| Rifugio Frassati | Elevata | 7.2 km | 500 m | 3 h 45 (andata) |
| Anello delle miniere di Bionaz | Facile | 2.5 km | 150 m | 1 h 20 (andata) |
01
Facile
Diga di Prarayer
Descrizione: è la più classica delle passeggiate della Valpelline, lungo la poderale che dal muro della diga di Place Moulin porta al villaggio di Prarayer (presente un rifugio con possibilità di pranzo). Per evitare affollamenti si consiglia di seguire la poderale (che diventa sentiero a metà cammino) che corre poco più a monte (consultate l’app Europe 3D).
Come arrivare: da Thoules imboccare la regionale per Bionaz. Proseguire sino al termine della strada, ove si trovano parcheggi a pagamento (costo simbolico).
Curiosità: il lago generato dalla diga ha un colore unico, un azzurro chiaro di rara bellezza, dovuto ai sedimenti glaciali in sospensione. Per chi ha gambe, il sentiero continua sino al rifugio Aosta, da dove si possono gustare i panorami glaciali della Valpelline

02
Facile
Anello dell’Abbé Henry
Descrizione: Facile passeggiata nei dintorni di Valpelline, per le giornate di tempo incerto.
Come arrivare: dalla casa si attraversa il ponte sul Buthier e si scende a destra. Si imbocca subito il sentiero a sinistra presso la frazione di Montcorvé e si sale sino all’inizio del bosco. Si gira a destra in corrispondenza della linea elettrica e si prende il sentiero che costeggia il bosco di Montcorvé. Dopo aver attraversato il torrente di Arpisson, si raggiunge la poderale asfalta per Arpisson e la si attraversa all’altezza del primo tornante, per scendere poi sino a Valpelline. Si attraversa l’abitato antico di Valpelline lungo la strada in salita e si imboca la vecchia mulattiera per Ollomont. Giunti al deposito delle fontine si svolta a destra sulla carrozzabile sino ad un piccolo villaggio (riconoscibile per i cartelli “vendita miele”. Si sale tra le case sino ad incrociare la comunale per Ollomont. La si attraversa e si imbocca a destra il sentiero n. 3B per Semon. Il lungo sentiero in piano offre una panoramica delle montagne che circondano Valpelline e uno scorcio diverso sulla valle del Buthier. Giunti nei pressi di Semon si prosegue verso il torrente di Breuson lungo il vallo paramassi, si attraversa il torrente di Bruson su un ponte in legno e si continua a sinistra, in piano, su una traccia non evidente (non scendete verso le case costeggiando il torrente!) realizzata recentemente per la gara podistica “Tor de Valpelline”. Dopo circa 1 km il sentiero finisce sulla regionale, nei pressi di Thoules.
Curiosità: Il sentiero è noto per essere meta di passeggiate dell’Abbé Henry (Courmayeur, 10 marzo 1870 – Valpelline, 1947) è stato un presbitero, botanico e alpinista italiano, originario della Valle d'Aosta, chiamato comunemente l'abbé Henry: diventato parroco di Valpelline nel 1903 studiò a fondo la valle, salì su tutte le vette dei dintorni dando parecchi nomi alle diverse cime. Ecco quanto racconta L’Abbé Henry della passeggiata: “dopo ho accompagnato la principessa [Maria José] in passeggiata: voleva vedere un poco della valle di Bionaz e il Castello di Oyace… ci siamo allungati alla piana di Montcorvé, dove la principessa e la dama di compagnia prendevano delle fotografie [fatelo anche voi!]. Arrivati a Montcorvé abbiamo superato il ponte di Thoules e siamo tornati a Valpelline che era notte”.

03
Facile
Anello basso di Verzignolettaz
Descrizione: è un anello nel bosco antistante la frazione di Thoules, una piccola passeggiata nel fresco del bosco.
Come arrivare: dalla casa si attraversa il ponte sul Buthier e si scende a destra. Si imbocca subito il sentiero a sinistra presso la frazione di Montcorvé e si sale sino all’inizio del bosco. Si gira a sinistra (sentiero 6a) non appena ci si è inoltrati nel bosco per qualche decina di metri: attenzione a non salire dritti lungo una vecchia e ripida traccia. Dopo circa 20 minuti si incontra un bivio a sinistra in corrispondenza di una parete rocciosa: imboccate il sentiero che scende ripido sino ad una radura. Conviene girare nella radura, sino al suo limitare, si godrà di una vista panoramica su Thoules e la piana di Montcorvé. Da lì il sentiero scende sino alla strada asfaltata che giunge comodamente a Thoules.
Curiosità: perché non girare nel bosco alla ricerca di qualche fungo porcino?

04
Media
Anello alto Arpisson–Verzignolettaz
Descrizione: si tratta di una passeggiata dapprima in bosco, poi sui pendii prativi degli alpeggi di Veney e Arpisson e poi nel fitto bosco di Montcorvé, sino a giungere a Verzignolettaz, il piccolo villaggio appoggiato alle balze rocciose che dominano la piana di Thoules
Come arrivare: partendo da casa si attraversa il ponte sul Buthier e si scende a destra. Giunti al ponte strallato sul Buthier si imbocca la poderale sino al villaggio di Ronceaz: da qui imboccare subito dopo le case il sentiero 5, sino all’alpeggio Veney. A fianco dell’alpeggio sulla sinistra parte il sentiero 7 sino a Verzignolettaz. Da lì si scende comodamente a Thoules.
Curiosità: dall’alpeggio Veney si nota la frana attiva della Becca di Viou: è una frana da crollo per scioglimento del permafrost, cioè del ghiaccio fossile che fa da collante alla roccia non coesa.

05
Elevata
Anello altissimo Arpisson–Fouillou
Descrizione: si tratta di una passeggiata dapprima in bosco, poi sui pendii prativi degli alpeggi di Veney e Arpisson e poi sui pascoli alpini, sino a giungere al Col Fouillou.
Come arrivare: dalla casa si attraversa il ponte sul Buthier e si scende a destra. Giunti al ponte strallato sul Buthier si imbocca la poderale sino al villaggio di Ronceaz: da qui imboccare subito dopo le case il sentiero 5, sino alla croce di Fouillou. Da lì un ripido sentiero conduce al colle. Dal colle si scende nel vallone di Verzignolaz, lungo e selvaggio. Dopo un’ora circa si arriva a Verzignolettaz. Da lì si scende comodamente a Thoules.
Curiosità: dal Col Fouillou è possibile raggiungere a sinistra, con facilità, la Becca di Novailloz, che domina la piana di Montcorvé e l’abitato di Thoules. Nel vallone di Verzignolaz c’è un alpeggio, è quindi possibile vedere le mucche al pascolo e magari una “bataille”, ovvero uno scontro incruento tra mucche per definire le gerarchie del branco.

06
Media
Ru du Mont (da casa)
Descrizione: una divertente passeggiata alla scoperta di un Ru, ovvero di un ruscello (spesso di origine medievale) realizzato per portare l’acqua verso i versanti più soleggiati e aridi delle vallate. Non dimenticate di andare a visitare la cappella di Chatelair, da dove si gode di una vista impagabile.
Come arrivare: attraversare il villaggio di Thoules e percorrere verso Valpelline la strada regionale per circa 200 m. Imboccare il sentiero sulla destra che si dirige verso Semon. Il sentiero, dopo una breve salita, continua in piano per diversi chilometri sino ad arrivare alla strada per Ollomont, che si attraversa. Si scende nella piccola frazione di Fressoniaz-dessous (vendita miele) e si gira a destra. Prima del ponte sul torrente si imbocca una strada dapprima asfaltata che diventa una mulattiera. La mulattiera giunge alla frazione di San Cristoforo. Da lì si scende al ponte per poi risalire alla frazione Creton. Dalla frazione si imbocca il ripido sentiero n. 8 che in mezz’ora circa vi porterà alla poderale del Ru du Mont.
Curiosità: Narra un’antica leggenda che il vecchio Ru des Monts portava l’acqua dal vallone di Ollomont ai soleggiati pianori di Doues, grazie a un’ardita opera di ingegneria idraulica che aggirava le ripide pareti rocciose tra questi due ambienti. Un guardiano dell’acqua (chiamato allora “garde-ruisseaux”) ne controllava ogni giorno il percorso; in questa sua mansione era sempre accompagnato da un serpente bianco, che in realtà era la forma animale della Fata che tutelava il Ru stesso. Una specie di genius loci, di spirito protettore femminile di antichissima origine. Quando l’incarico di guardiano passò a una nuova persona, questa, infastidita dalla presenza del candido serpente, lo uccise. Così facendo, uccise la Fata tutelare delle sorti del Ru, che iniziò subito a riempirsi di crepe e a franare. Tutti i tentativi di ricostruirlo da allora fallirono. Solo nel 1949, perforando la montagna con un tunnel alto mediamente un metro e ottanta, largo un po’ più di un metro e lungo circa 800 metri, si riuscì a realizzare il nuovo Ru.

07
Facile
Ru du Mont (dalla Maison de la Fontine)
Descrizione: una divertente passeggiata alla scoperta di un Ru, ovvero di un ruscello (spesso di origine medievale) realizzato per portare l’acqua verso i versanti più soleggiati e aridi delle vallate. Non dimenticate di andare a visitare la cappella di Chatelair, da dove si gode di una vista impagabile.
Come arrivare: dirigersi alla casa della Fontina (strada per ollomont) e parcheggiare. Ritornati indietro sulla strada asfaltata, dopo il ponte sul torrente si imbocca a sinistra una strada dapprima asfaltata che diventa una mulattiera. La mulattiera giunge alla frazione di San Cristoforo. Da lì si scende al ponte per poi risalire alla frazione Creton. Dalla frazione si imbocca il ripido sentiero n. 8 che in mezz’ora circa vi porterà alla poderale del Ru du Mont.
Curiosità: Narra un’antica leggenda che il vecchio Ru des Monts portava l’acqua dal vallone di Ollomont ai soleggiati pianori di Doues, grazie a un’ardita opera di ingegneria idraulica che aggirava le ripide pareti rocciose tra questi due ambienti. Un guardiano dell’acqua (chiamato allora “garde-ruisseaux”) ne controllava ogni giorno il percorso; in questa sua mansione era sempre accompagnato da un serpente bianco, che in realtà era la forma animale della Fata che tutelava il Ru stesso. Una specie di genius loci, di spirito protettore femminile di antichissima origine. Quando l’incarico di guardiano passò a una nuova persona, questa, infastidita dalla presenza del candido serpente, lo uccise. Così facendo, uccise la Fata tutelare delle sorti del Ru, che iniziò subito a riempirsi di crepe e a franare. Tutti i tentativi di ricostruirlo da allora fallirono. Solo nel 1949, perforando la montagna con un tunnel alto mediamente un metro e ottanta, largo un po’ più di un metro e lungo circa 800 metri, si riuscì a realizzare il nuovo Ru.

08
Facile
Rifugio Champillon
Descrizione: Il rifugio Champillon Adolphe Letey, inaugurato il 3 Luglio 2005, è situato a quota 2465m a monte dell’alpeggio Tza di Champillon su un dosso panoramico da cui si gode un bel panorama sul vallone di Ollomont e sulla Bassa Valpelline. Prende il nome dallo storico primo cittadino di Doues, Adolphe Letey, sindaco dal 1951 al 1990. Sua l'idea e suo il merito per aver sempre creduto ed investito sull'importanza del turismo in piccole realtà come quella di Doues.
Come arrivare: Sostando con la propria autovettura a Plan Detruit a 2000 m di quota si accede al rifugio dopo un breve tragitto a piedi attraverso il sentiero che si snoda per circa un'ora tra i boschi e le montagne della conca di Champillon rendendo il rifugio una meta ideale per tutte le tipologie di utenze (escursionisti professionisti, famiglie e bambini).
Curiosità: il rifugio ospita mostre d’arte temporanee ed è dotato di wi-fi e di Sauna & Hot Tub. Prima di scendere consigliamo di salire al belvedere tibetano (visibile da rifugio a 5 minuti a piedi) e di scendere sull’altro lato del belvedere sino al lago effimero (senza nome).


09
Facile
Ru de By da Champillon
Descrizione: Il Ru de By permette, in sicurezza e con relativamente poco sforzo fisico, di avere un ottimo colpo d’occhio sulla Conca di By, sulle montagne della Valle Centrale e sul maestoso Gran Combin. L’itinerario, sebbene presenti un dislivello molto basso, è lungo 19,2 km (tra andata e ritorno) ma poiché il ritorno avviene sullo stesso sentiero dell’andata, può essere interrotto in qualunque momento.
Come arrivare: Sostando con la propria autovettura a Plan Detruit a 2000m di quota si accede al Ru con estrema facilità, poiché inizia a circa 200 m dal parcheggio a sinistra della poderale. Il Ru de By è una meta ideale per famiglie con bambini.
Curiosità: il Ru, di origine antica, portava l’acqua ai soleggiati prati di Doues dalla conca di By, ricca di acqua ma fredda e poco coltivabile. La Valle d’Aosta è ricca d’acqua, ma le precipitazioni estive sono modestissime e quindi per l’irrigazione furono costruiti moltissimi canali (Ru) per rendere produttivi i pendii assolati e aridi.

10
Elevata
Lac Mort
Descrizione: la gita al Lac Mort è una delle gite che consigliamo agli escursionisti che vogliono conoscere l’alta Valpelline. È un balcone sulla valle, presenta scorci e viste panoramiche uniche. La tavolozza di colori che compongono gli scenari naturali lungo il percorso sono davvero unici.
Come arrivare: Dal piazzale della diga di Place Moulin (m. 1969) si imbocca la strada sterrata che si alza a sinistra. Seguirla sino al terzo tornante, dove si stacca a sin. il sentiero che si inerpica a zig zag sul ripido pendio. Si giunge al ripiano che ospita le baite abbandonate di La Mea (m. 2320). Di qui bisogna dirigersi a dx, attraversare un torrente ed entrare in un valloncello delimitato da modeste pareti di roccia. Al suo termine si esce su una spalla panoramica sulla diga. Si continua lungo il crinale, incontrando un tratto di sentiero selciato prima di toccare le baite di Seytives (m 2455). Il sentiero piega a sinistra transitando vicino a un ometto di pietre, si avvicina al torrente che costeggia per un breve tratto, quindi lo attraversa per portarsi nei pressi dell’alpeggio Plan Vayun (m. 2578 – ora in fase di ristrutturazione). Si affronta poi una diagonale verso dx per avvicinarsi e costeggiare il torrente emissario, fino al Lac Long (m. 2720). Lungo la sua sponda sinistra si raggiunge l’immissario e poi il pendio erboso dove il sentiero si inerpica verso la pietraia. In breve si tocca la sponda del Lac Mort (m. 2843).
Curiosità: Una muraglia di rocce rossicce circonda completamente la valletta dove sorge il lago: i riflessi che ne scaturiscono donano al laghetto toni di colore che vanno dal rosso al blu. Qualcuno lo ha definito “il più bel brutto posto della Valle d’Aosta”. In due parole esattamente contrarie ci sono tutti gli aspetti di questa breve escursione. Lo scenario desolante dove quest’occhio color indaco è situato e la grandiosità assoluta dei panorami offerti per arrivare fin quassù. La corona che lo circonda ha il fascino della vera catena montagnosa, con pareti imponenti e colori accesissimi con il violento contrasto del cielo sereno.

11
Media
Anello Thoules–Oyace
Descrizione: un percorso insolito, poco frequentato, da percorrere in salita, in discesa (serve un trasporto) o ad anello. Si tratta di un percorso in luoghi selvaggi, ma anche tra le frazioni abitate di Oyace.
Come arrivare: attraversare il villaggio di Thoules e percorrere verso Valpelline la strada regionale per circa 200 m. imboccare il sentiero sulla destra che si dirige verso Semon. Il sentiero, dopo una breve salita, si biforca: prendere il ramo di sinistra, non troppo evidente in corrispondenza di una radura (posta sulla sinistra). Farsi aiutare dall’app Europe 3D o dalla mappa qui riportata. Il sentiero si inerpica sulle balze rocciose che sovrastano Thoules. Il sentiero si infila nel bosco di abeti e cirmoli e sale ripido sulla costiera. Verso quota 1460 il sentiero scende sino alla poderale che porta a delle antenne di telecomunicazione (punto panoramico interessante). La poderale ritorna sulla strada asfaltata che si percorre sino a Veyne. Da lì sulle vecchie mulattiere si scende verso il fondovalle per poi percorrere la vecchia strada (destra orografica) sino a Thoules.
Curiosità: potreste trovare nel bosco un palco di cervo: è infatti in queste zone che i cervi lasciano i lori impalcati al termine della stagione degli amori.

12
Elevata
Col Bruson
Descrizione: Un “vertical” in terre selvagge, per coloro che hanno buone gambe.
Come arrivare: attraversare il villaggio di Thoules e percorrere verso Valpelline la strada regionale per circa 200 m. Imboccare il sentiero sulla destra che si dirige verso Semon. Il sentiero, dopo una breve salita, si biforca: prendere il ramo di sinistra, non troppo evidente in corrispondenza di una radura (posta sulla sinistra). Farsi aiutare dall’app Europe 3D o dalla mappa qui riportata. Il sentiero si inerpica sulle balze rocciose che sovrastano Thoules. Il sentiero si infila nel bosco di abeti e cirmoli e sala ripido sulla costiera, da lì prendere il bivio a sinistra (attenzione non evidente, farsi guidare dalla applicazione Europe 3D). In alternativa da casa raggiungere l’abitato di Semon. Dal centro del villaggio prendere il sentiero che si inerpica nel vallone.
Curiosità: il Col Bruson è uno dei passaggi più difficili della gara di trail estremo “Tor de Geants”: i concorrenti evitano per quanto possibile di passare di notte, perché la discesa su Ollomont è molto impegnativa.

13
Media
Rifugio Crête Sèche
Descrizione: Il rifugio Crête Sèche si trova a 2.410 m di altezza e vanta una vista mozzafiato sulla vallata di Bionaz: è circondato dalla suggestiva catena del Morion, caratteristica per le sue vette frastagliate. Potete pranzare secondo la tradizione valdostana in un’atmosfera conviviale, tipica dell’ambiente montanaro
Come arrivare: prendere la strada regionale 28 per Bionaz. Dal parcheggio di Ruz si prosegue a piedi lungo la strada poderale per l’alpeggio di Berrier, dove si trovano le indicazioni per il rifugio. Il percorso è tracciato e vi sono molteplici segnalazioni lungo il sentiero
Curiosità: La struttura è una base ideale per gli appassionati dell’alpinismo e dell’arrampicata, ma anche un’ottima meta per famiglie e amanti di escursionismo. Mappa:

14
Media
Rifugio Chaligne
Descrizione: il rifugio è un’ottima meta per famiglie con bambini. All’esterno si trova un laghetto con ruscelletto e cascatelle perfetto per i giochi d’acqua dei bambini.
Come arrivare: si procede in auto sino alla frazione Buthier di Gignod (circa 15 minuti). Dalla frazione di Buthier si raggiunge l’Alpe Mendey e più avanti si imbocca il sentiero “3A” (tempo di percorrenza 1.15 h). Il rifugio può essere raggiunto anche in mountain bike (percorso 5 km lungo la strada rurale)
Curiosità: Dal rifugio si potranno effettuare diverse passeggiate sia verso gli alpeggi, seguendo itinerari guidati che permetteranno agli ospiti di meglio conoscere la realtà rurale della zona; sia verso i boschi circostanti ricchi, come in genere in tutta la Valle del Gran San Bernardo, di varietà faunistiche e floristiche con aspetti del tutto particolari rispetto alle altre valli valdostane. La morfologia stessa della testata della valle consentono a varie specie di mammiferi di fruire di comodi accessi per migrazioni dalla confinante Svizzera. Alcuni nuclei di animali, in particolare cervidi, si sono ben insediati anche nel versante italiano. Per quanto concerne l’avifauna si possono invece osservare, soprattutto nel passo primaverile e quello autunnale, delle specie del tutto inconsuete per il settore alpino. Mappa:

15
Elevata
Rifugio Frassati
Descrizione: Il Rifugio Frassati è situato a 2.542 m s.l.m., nelle immediate vicinanze dei laghetti denominati “Lac des Merdeux”. Si trova nell’omonima conca a valle del Col Tapie, sull’incrocio del percorso dell’Alta via n.1 che porta al vicino Col Malatrà con il percorso del “Tour du Grand Saint Bernard”. E' stato costruito dai ragazzi dell'Operazione Mato Grosso tra il 2008 e il 2011. Leggi la Storia. Nel 2011 è stato inaugurato e dedicato al Beato Pier Giorgio Frassati.
Come arrivare: raggiugnere in auto il parcheggio degli impianti di risalita di Crevacol (20 minuti di auto da Thoules). l’itinerario di salita segue il tracciato dell’Alta via n.1 da Saint Rhemy en Bosses. In alternativa si può raggiungere in auto la località Arp du Jeu, a quota 2002 m, dove si trova la stazione di arrivo del primo tronco della seggiovia degli impianti di Crevacol. Di qui si prosegue verso Ovest lungo la poderale che sale all’alpeggio Tza de Merdeux, a quota 2273 m, con andamento da prima pianeggiante e poi con dolce pendenza. Dall’alpeggio si prosegue sul sentiero dell’Alta via n.1 e in meno di un’ora si giunge al Rifugio Frassati.
Curiosità: I lavori di costruzione del Rifugio Frassati sono iniziati nell'estate del 2008 ad opera dei ragazzi dell'Operazione Mato Grosso, un movimento di giovani provenienti da tutta Italia, che hanno lavorato gratuitamente per tre estati, fino all'inaugurazione del 2011. Il trasporto dei materiali necessari è stato fatto quasi interamente a spalla dai ragazzi, che hanno regalato una o più settimane delle loro vacanze estive per la realizzazione del rifugio. Immersi nella natura, nel silenzio della Montagna, lontano dal frastuono della città, scegliendo di regalare del proprio tempo per i più poveri, vivendo le settimane seguendo il ritmo naturale della giornata, dall'alba al tramonto: questi gli ingredienti segreti del Rifugio. In linea con lo spirito di avventura ed essenzialità dell'Operazione Mato Grosso, i ragazzi vivevano le settimane di lavoro utilizzando come campo base l'alpeggio Tza di Merdeux, situato a 45 minuti di cammino al di sotto del rifugio. Mappa:

16
Facile
Anello delle miniere di Bionaz
Descrizione: lungo le piste da sci nordico su facili sterrate si giunge alle baite della Besazze. Da lì in pochi minuti si raggiunge l’antico centro minerario.
Come arrivare: in auto sino al laghetto Lexert di Bionaz. Da lì seguire le indicazioni. Attenzione al primo bivio andare a destra. Una volta terminata la visita di consiglia di risalire alla strada regionale e ritornare al laghetto dapprima lungo la strada e non appena possibile, lungo le piste di sci nordico, passando accanto allo stadio per il biathlon.
Curiosità: la miniera di rame è stata coltivata soprattutto nel XX secolo ma probabilmente venne sfruttata già nei secoli precedenti. Potete raccogliere le pietre gialle e arancioni per farne dei ciondoli. Mappa:
